BENVENUTO DA PANTERA GRIGIA .
SPERIAMO DI ESSERTI UTILE PUBBLICANDO DOCUMENTI, RIFLESSIONI, PROPOSTE, PROGETTI, IDEE SULLE POLITICHE E SULLE INIZIATIVEA FAVORE DELL’ANZIANO.
BUONA LETTURA
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BUONA LETTURA
| 2009-11-08 00:57:11 |
| di GIULIA D’AMBROSIO – Mi viene spontanea una riflessione all’indomani delle primarie del Partito Democratico del 25 Ottobre. |
| Penso che siano state,almeno nelle intenzioni, lo sbocco naturale di un sistema elettorale che ha annullato di fatto la volontà popolare. Penso che tutte le forze democratiche del nostro Paese dovrebbero decidere, al più presto di adottare un sistema per far tornare al popolo la volontà e la capacità di scegliere. Abbiamo bisogno di avere fiducia . Certo .Perché l’Italia che lavora , per diradare la cortina di nebbia davanti a sé, ha bisogno di sapere che la politica non serve solo a coltivare interessi personali , ma il bene collettivo. Tanto ci basterà per azionare tutte le leve positive per uscire dalla crisi. Sono stata testimone , in queste Primarie di un episodio che a raccontarlo , ancora mi corre un brivido sulla schiena. Ho visto votare un uomo di cento anni appena compiuti.Ho parlato con quest’uomo che ha attraversato le generazioni e la storia, giungendo sino a noi con una intelligenza viva e una passione politica che non hanno avuto il tempo di spegnersi. Allora mi sono detta che avere ideali può allungare la vita! Ho bevuto alla fonte di questa memoria storica vivente : – “Capitale e lavoro. Queste sono le due cose da discutere in politica.I padri costituenti della nostra Repubblica hanno scritto regole che non si vendono. Oggi vogliono farci credere che tutto si può vendere e si può comprare per farci allontanare dalla politica e dominarci meglio.Ma bisogna fargli capire che non è così ,bisogna lottare.”- Queste le sue parole . Resto basita e come in un lampo provo ad immaginare,cosa si prova , essendo nati nel 1909 ad aver avuto sei anni durante il primo conflitto mondiale,averne avuti venti ed essere nella terribile crisi del 1929, averne trenta e trovarsi nel pieno del fascismo ,averne trentaquattro e vivere la seconda guerra mondiale ed a guerra finita pensare a come ricostruire un Paese distrutto e sperare in un nuovo domani …in Molise. Sono gli ideali ,mai fuori moda, ad animare la gente perbene, che rifiuta tutte le nefandezze quotidiane che allontanano la collettività dalla politica .Resti ancora con noi , signor Antonio, ad insegnarci la verità ,lei che esempio di vita retta ha amato il lavoro,ed ancora coltiva l’amore e il rispetto della sua famiglia come del suo Paese. Oggi ben pochi si accorgono che il danno vero è la perdita della conoscenza di un passato recente,in cui le umiliazioni,le lotte e le parziali vittorie ,lasciavano segni profondi nella collettività. Capire cosa si prova a vivere, essendo come il protagonista del film di Tornatore –Baarìa- “Uno di quelli che vorrebbe abbracciare il mondo,ma ha braccia troppo corte. “ Grazie, signor Antonio,per aver dato alla vita un valore. Il disamore e la sfiducia sono il cancro delle nuove generazioni che si rianimeranno solo con le speranze e le prospettive sul nostro domani .Basterà avere equilibrio e capire che ciò che fa bella l’Italia è il suo stile di vita ,l’organizzazione sociale basata sulle famiglie ,la cultura della nostra storia e delle nostre tradizioni. Non temo la retorica dicendo che nulla ci è concesso senza fatica e quello che più ci interessa sarà solo il frutto di una partecipazione civile attiva e consapevole. Ma soprattutto bisognerà tenersi lontani da questo “ oppio sociale” fatto di scandali morali e materiali buoni solo per nascondere e lasciar passare inosservate le vere emergenze del nostro Paese |
“Sesso e amore nell`età d`argento non sono più un tabù. Un anziano su due dichiara di essere innamorato, per uno su cinque la sfera sessuale continua a rivestire un ruolo importante nella propria vita. Questa è la fotografia degli ultrasessantenni scattata dall`ottavo Rapporto Censis per Salute-la Repubblica presentato al convegno “Terza età“, da Giuseppe Roma, direttore del Censis.
”L`amore è una dimensione dell`anima che non ha età – afferma Roma -. Anche se invecchiando il nostro corpo necessita di maggiori cure e attenzioni, la socialità rappresenta uno dei migliori antidoti alla malattia, perché stimola la parte emotiva che contribuisce non solo a vivere più a lungo ma a farlo in salute“. Il rapporto del Censis, conferma la terza età come una stagione attiva e ricca di esperienze. Il 60% degli ultrasessantenni, mostra una vitalità emotiva nella sfera dei sentimenti, di questi c`è chi si innamora (54,2%) e chi dichiara di poterlo fare se incontrasse la persona giusta (7%). Nessuna ansia da prestazione, per il 20,2%, la sfera sessuale fino agli ottant`anni continua a rappresentare un aspetto importante come nelle altre fasi della vita. Il tabù c`è sulle reazioni affettive, il 56, 1% non condivide che molte persone sopra ai 60 anni, anche famose, abbiano relazioni affettive con persone più giovani. Appartenere alla stessa generazione, secondo gli intervistati, è uno dei presupposti importanti nelle relazioni affettive. Il 47,3% ritiene inoltre irresponsabile la scelta di diventare genitori in età molto avanzata.
Nonostante l`età continuano a fare progetti di vita, a sessant’anni molte persone, lasciato il lavoro, si reinventano la vita, con nuovi progetti e tanti interessi. La vecchiaia diventa dunque un orizzonte sempre più lontano. Fanno ciò che vogliono fare, si sentono gratificati, tanto che l’85,8% degli intervistati sopra i 60 anni, in tutta Italia, giudica positivamente la propria vita attuale. Altruisti, con un forte senso della collettività e con un forte spirito civico: il 76, 2% ama aiutare i figli o i nipoti, il 74,1% adora passare il proprio tempo con gli amici, il 52,1% da soldi in beneficenza, il 48,4% aiuta le persone in difficoltà. “Benchè insicuri e coscienti delle proprie fragilità (71,4%) – conclude Roma – rappresentano un esempio di conoscenza, di comportamento etico e morale“.
Data: 23-10-2009
Autore: Eliana Marinotti
Il 13 ottobre, il Royal College of Psychiatrists ha pubblicato un articolo sulla discriminazione in base all’età nell’igiene mentale. Quando un limite estremo di 65 anni non si applica più a diversi tipi di impiego o ad altre specialità cliniche, perché dovrebbe limitare l’accesso ai servizi di igiene mentale?
Claude Levi-Strauss, antropologo e psicologo francese, padre dello strutturalismo, è morto all’età di 100 anni. Lo ha reso noto la sua casa editrice, la francese Plon.
Nato a Bruxelles nel 1908, Levi-Strauss è diventato una celebrità negli anni Sessanta dopo la pubblicazione del libro «Antropologia strutturale», seguito da quello che è considerato il suo lavoro più importante, «Il pensiero selvaggio». Il metodo di indagine «strutturalista», che caratterizzò il suo operato, fu il frutto di un lungo periodo trascorso negli Stati Uniti, dove fu costretto a scappare nel 1939 per evitare le persecuzioni naziste contro gli ebrei. A New York insegnò presso «la nuova scuola per le ricerche sociali» e insieme a Jacques Maritain, Henri Focillon e a Roman Jakobson, fu uno dei fondatori dell’ecole libre des hautes etudes, una università per accademici francesi in esilio.
| Per diminuire fino al 60% la mortalita’ per patologie cardiache e’ sufficiente praticare un po’ di ginnastica dolce pari a circa 30 o 40 minuti di camminata o corsa molto leggera tre volte a settimana. E’ però determinante che si tratti di esercizi aerobici, perche’ solo in questo modo e’ possibile ridurre lo stress psicosociale, considerato una variabile indipendente nei soggetti a rischio di cardiopatie. E’ quanto emerge dallo studio realizzato dal Dipartimento di Cardiologia di New Orleans (Louisiana) e riportato sull’American Journal of Medicine. I volontari sottoposti all’esperimento, tutti a rischio cardiaco, sono stati invogliati a fare attivita’ fisica per mezz’ora tre volte a settimana. Dopo sei anni coloro che avevano rispettato le regole dei ricercatori e che riuscivano meglio negli esercizi fisici hanno fatto registrare un abbattimento del 60% della mortalita’ a causa di patologie cardiache. |
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La paternita’ in eta’ avanzata fa aumentare il rischio di malattie genetiche nei figli. La ragione e’ la presenza di piccoli tumori testicolari, innocui di per se’ ma capaci di passare mutazioni genetiche agli spermatozoi, che si accumulano con l’avanzare dell’eta’. Lo hanno scoperto i ricercatori della Oxford University in Gran Bretagna, che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista Nature Genetics. I piccoli tumori testicolari, noti come seminoma spermocitici, sono costituiti da piccoli gruppi di cellule mutanti che si accumulano col tempo, hanno spiegato gli autori dello studio. Anche se di per se’ sono innocui, essendo localizzati nei testicoli, influenzano il corretto sviluppo dello sperma, mettendo i figli a rischio di malattie genetiche. Lo studio di Wilkie e colleghi non e’ l’unico a scoprire che non e’ solo la donna a doversi preoccupare di avere figli in eta’ avanzata. Uno studio israeliano ha infatti scoperto che chi diventa padre oltre i 40 anni aumenta il rischio di autismo nei suoi figli di 6 volte mentre un altro studio ha dimostrato che per ogni 5 anni di eta’ addizionali, il rischio di autismo e schizofrenia aumenta del 3,6 per cento.
”Dobbiamo investire anche a livello universitario su specialisti in geriatria e lancio l’idea della possibilità di sviluppare specifiche convenzioni per la medicina territoriale con geriatri che possano occuparsi in maniera competente di un preciso segmento di popolazione. D’altronde, esiste già il pediatra di famiglia, facciamo anche il geriatra di famiglia”. Lo ha proposto il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, partecipando a Roma al convegno Terza età organizzato da Somedia e promosso da Salute-la Repubblica. Secondo Martini, “c’è una popolazione anziana che presenta complessità per la presenza di patologie croniche, che spesso si manifestano anche contemporaneamente. In questo senso lo spostamento dall’ospedale al territorio, con la possibilità di una presa in carico territoriale e domiciliare del paziente, diventa il modo per mantenere un Servizio sanitario nazionale (Ssn) che guardi alla persona. Ci sono situazioni di resistenza a questa modalità di spostamento di risorse, di personale, di servizi. La centralità dell’ospedale, che è stata negli anni ‘70 la filosofia su cui si è sviluppato il Ssn, ora viene meno rispetto alla centralità fortissima del territorio. La sfida della longevità ci pone questa come strada necessaria, con molto terreno da recuperare “, ha sottolineato.
La metà dei bambini che nascono adesso in Gran Bretagna, dicono alcuni scienziati citati dalla Bbc, potranno raggiungere senza problemi i cento anni di età ma con una salute fisica da cinquantenni. L’università di Leeds ha varato un ambizioso programma di ricerca che ha un nome in codice che sembra uno scioglilingua – “50 anni attivi dopo i 50 anni” – ma un obbiettivo in teoria molto semplice: arrestare l’orologio biologico della crescita ai cinquant’anni e in qualche modo ‘abolire’ la vecchiaia. Il programma prevede diverse operazioni, da rimpiazzo dei tessuti cutanei (e possibilmente di altri organi) con cellule autoprodotte alla realizzazione di impianti durevoli come anche, femori, ginocchi e valvole cardiache artificiali. Sempre in questa prospettiva si potrebbero realizzare trapianti da donatori sani e un’altra serie di possibili interventi.
(ANSA) – LONDRA, 19 OTT – I motori di ricerca aiutano a mantenere la mente allenata e possono rallentare il declino mentale che porta alla demenza senile.Lo dice uno studio dell’universita’ della California di Los Angeles, riferisce oggi la stampa britannica, secondo cui cercare informazioni tramite Google e simili coinvolge diverse aree del cervello, stimolandolo piu’ di quanto accade con la lettura.Non soltanto si deve leggere, infatti, ma anche ricordare cosa si e’ cercato, capire e analizzare i risultati.